Riciclo dei tessuti: l’importanza di un partner fidato
Con i cambiamenti normativi che troveranno presto applicazione nell’introduzione del regime EPR per l’industria tessile, per le aziende del settore diventa di importanza fondamentale trovare un partner fidato che sappia affiancarle in tutte le esigenze di conformità. Non solo, ma il riciclo dei tessuti può anche diventare la spinta per una nuova crescita.
Scopriamo insieme come orientarsi nel mondo delle aziende che riciclano i tessuti e come trovare quella più adatta alle proprie esigenze.
A che punto è la normativa sul riciclo dei tessuti
A differenza di altri Paesi dell’UE che hanno avuto un ruolo di pionieri nel riciclo dei tessuti, prima fra tutti la Francia, in Italia è ancora in corso la consultazione pubblica sulla proposta di legge che introduce la responsabilità estesa del produttore (EPR) nel settore tessile. Il Ministero dell’Ambiente (MASE) prevede che la normativa diventerà operativa nel primo trimestre del 2026.
La proposta di legge italiana ha lo scopo di adottare le raccomandazioni europee in materia di riciclo dei prodotti tessili, a loro volta indirizzate a:
- diminuire l’impatto ambientale dei rifiuti tessili
- fornire un incentivo alla corretta gestione, al riciclo e al riuso dei rifiuti tessili
- responsabilizzare le aziende produttrici perché abbraccino un approccio che predilige i design attenti all’ambiente e i materiali più sostenibili
- raggiungere gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti tessili (che nel 2022 ammontavano a 16 kg all’anno per ogni cittadino europeo) e l’implementazione di un’economia circolare.
Il provvedimento si inserisce nel più ampio Piano Italia Moda, con il quale il Governo punta a proteggere il mercato italiano dall’ultra-fast fashion di importazione prodotta senza regole, rilanciando un sistema produttivo che metta al centro qualità e sostenibilità.
Detto questo, l’Italia ha adottato in anticipo rispetto alla scadenza europea l’obbligo di raccolta differenziata dei rifiuti tessili, che da noi è in vigore dal 1° gennaio 2022. Vediamo cosa impone.
Gli obblighi per le aziende
Prima ancora dell’entrata in vigore effettiva dell’EPR tessile, il decreto legislativo n. 116/2020 introduce una serie di obblighi per le aziende:
- Classificazione dei rifiuti secondo l’opportuno codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti);
- Compilazione del formulario di identificazione, in cui devono essere annotati i dati dell’azienda produttrice, di quella trasportatrice e dell’impianto di smaltimento dei rifiuti;
- Scelta di operatori autorizzati alla gestione dei rifiuti tessili che possano garantirne la tracciabilità completa;
- Redazione dei registri di carico e scarico dei rifiuti, in cui vanno annotati qualità, tipologia e destinazione degli stessi, e che vanno conservati per un periodo di almeno cinque anni.
Le sfide per raggiungere la conformità normativa
Quali sono dunque le principali difficoltà che le aziende si trovano ad affrontare per garantirsi la conformità normativa, e che diventeranno ancora più importanti all’avvio del sistema dell’EPR tessile? Ne abbiamo trovate tre, che però possono trasformarsi in opportunità:
- Necessità di individuare ruoli e responsabilità in azienda per quanto riguarda l’espletamento delle operazioni di riciclo.
- Filiera del riciclo e del recupero inefficiente, un problema che i diversi consorzi del settore, tra cui Redress, si stanno impegnando a risolvere, costruendo l’infrastruttura necessaria a supportare la piena conformità all’EPR.
- Progettazione dei capi e dei prodotti in un’ottica di economia circolare e di maggiore durabilità e sostenibilità.
L’importanza di un partner capace di affiancare al meglio le imprese
Come stabilito dalla normativa già in vigore sul riciclo dei prodotti tessili, e come diventerà ancora più cruciale con il nuovo regime EPR, affidarsi al partner giusto è indispensabile per garantirsi la conformità. Un partner che sappia accompagnare le aziende nel raggiungimento non solo del totale rispetto delle leggi, ma anche di una maggiore efficienza e sostenibilità, affinché il passaggio al nuovo approccio non sia un costo, ma un’opportunità di crescita.
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